Sviluppo del bambino

Dopo aver approfondito lo sviluppo del bambino nei primi 3 anni e i giochi e le attività ludiche che possiamo proporre nel primo triennio,  vorremmo oggi indirizzarci verso la successiva tappa di sviluppo,  dai 3 ai 5 anni.

I 36 mesi: un punto di svolta

L’inizio del terzo anno segna un passaggio cruciale nello sviluppo del bambino che, con l’inserimento alla scuola dell’infanzia, viene inserito all’interno di una microsocietà dove viene continuamente stimolato come individuo a mettersi in gioco in prima persona con altri coetanei. Sono gli anni di maggiore stimolo per la maturazione del carattere, dell’autonomia, del linguaggio, delle relazioni interpersonali e di tutti quegli aspetti personali che caratterizzeranno il bambino come individuo unico nel suo modo di porsi nel mondo e con gli altri.

Sono anche gli anni che caratterizzano lo stadio di sviluppo cognitivo pre-operatorio, che va dai 2 ai 6 anni, nel quale il bambino è in grado di utilizzare i simboli, le immagini, le parole e le rappresentazioni mentali che si manifestano principalmente attraverso l’imitazione differita, grazie alla quale è in grado di osservare e successivamente, a distanza di tempo (ore o giorni), di riprodurre quello che ha osservato dimostrando di aver conservato una rappresentazione interna del modello.

Durante questo periodo inoltre è presente l’egocentrismo intellettuale: il bambino è totalmente centrato e concentrato su se stesso, non è ancora in grado di percepire la presenza di punti di vista, emozioni, pensieri, diversi dai propri.

Il pensiero presentato dal bambino è ancora concreto perché non riesce ad andare oltre all’apparenza e al dato percettivo, per questo è definito pre-operatorio o pre-logico: il pensiero è ancora rigido e segue sempre dal particolare al generale, il bambino affronta i problemi focalizzandosi su un solo elemento per volta in maniera selettiva.

Dai 3 ai 4 anni

Motricità – Dai tre anni il bambino inizia a percepire il suo corpo nella sua globalità con le sue principali posture ed andature. È quindi capace di muoverlo con una certa sicurezza: corre senza più esitazioni e con una buona velocità senza aver paura di cadere, anzi ama lanciarsi in corse sfrenate. Sale le scale con disinvoltura senza bisogno di sostegni e ponendo un piede su ogni gradino, si mostra però ancora un po’ titubante sulla discesa ponendo tutte e due i piedi su ogni gradino per non perdere l’equilibrio.

E’ il periodo nel quale, se posto su un gioco cavalcabile, è in grado di apprezzarlo al meglio in quanto ha imparato a muovere le gambe con più coordinazione e comprende la struttura della pedalata (anche prima del terzo anno amava cavalcare, ma presentava difficoltà nell’esecuzione della pedalata).

Socializzazione / Relazione – Il compimento del terzo anno segna l’ingresso alla scuola dell’infanzia dove il bambino impara a stare in mezzo a coetanei ed a socializzarci. All’inizio non è ancora totalmente pronto per trascorrere troppo tempo insieme agli altri bambini, a quest’età infatti il compagno ideale è il suo “amico immaginario”.

Quando gioca assieme ai coetanei spesso risulta un gioco parallelo nel quale ogni bambino gioca da solo ma accanto agli altri, senza la condivisione di un progetto comune di gioco da portare a termine.

Cognizione / Linguaggio – Per quanto concerne lo sviluppo del linguaggio dai 3 anni il bambino inizia a comprendere frasi più complesse e reversibili (“la mamma spinge la bambina” è differente da “la bambina spinge la mamma”) e, sul versante produttivo, inizia ad utilizzare adeguatamente articoli e preposizioni articolate. In questo periodo è normale che il bambino compia errori di coniugazione errata dei verbi, poiché sta comprendendo le regole grammaticali e le applica a tutti i contesti (es. aprito invece che aperto). A quest’età, frequentando la scuola dell’infanzia, è stimolato ad imparare brevi poesie o filastrocche che i bambini amano ripetere spesso anche a casa davanti ai genitori mostrandosi orgogliosi della loro performance.

Spinti dalla curiosità e dalla voglia di esplorazione amano pasticciare e lavorare con le mani: collage con carta colorata, tessuti, foglie, batuffoli di cotone, pittura a dita e con acquarelli, giochi con gli incastri sulle forme, costruzioni, etc. Comincia anche l’associazione dei colori fondamentali e delle forme, è in grado di copiare quest’ultime riproducendo i rapporti topologici che li contraddistinguono (vicinanza, separazione, inclusione).

Anche se ancora piccolo è già in grado di assumersi le sue prime responsabilità, come riordinare la sua cameretta: imparare ad essere ordinati stimola il bambino a trovare un posto per ogni cosa secondo un ordine mentale e a comprendere che ci sono alcune regole che scandiscono ritmicamente la sua giornata, creando dei punti di riferimento stabili che lo tranquillizzano.

Autonomie – Dai tre anni il bambino è in grado di togliersi i vestiti da solo, alza le braccia per sfilare le magliette, si slaccia i pantaloni e si toglie i calzini. Ancora però fatica a vestirsi senza l’aiuto della mamma o del papà, perché il gesto richiede una coordinazione complessa di braccia e testa, per quanto concerne le magliette, e una capacità di equilibrio dinamico in staticità su un piede solo nel mettere i pantaloni che il bambino ancora non possiede. È importante stimolare da subito il bambino a compiere questi movimenti poiché potenzieranno le sue abilità di motricità fine.

Già dai due anni i bambini possiedono il coordinamento necessario per cominciare ad usare lo spazzolino da soli, ma è solamente dai tre anni in poi che riescono a compiere movimenti più difficili e a sputare il dentifricio.

L’ingresso alla scuola dell’infanzia segna un passaggio di autonomia importante anche per quanto riguarda l’alimentazione: è importante quindi che la famiglia stimoli e prepari il bambino prima dei tre anni all’autonomia durante il pasto e sull’utilizzo degli strumenti che occorrono per nutrirsi. Il bambino dovrebbe mangiare differenti consistenze, stimolando quindi i muscoli masticatori, i denti e i movimenti linguali.

Dai 4 ai 5 anni

Motricità – il bambino in questa fascia d’età è animato da una forte voglia di avventura e di esplorazione: si arrampica sui mobili, sugli alberi e sui giochi al parco con i coetanei, ponendosi in situazioni di sfida e confronto, per mettersi alla prova con se stesso e con gli altri.

Migliorando le capacità di coordinazione generali migliorano anche quelle occhio-mano ed occhio-piede, quest’ultime soprattutto sono messe in campo nel momento di confronto dinamico con la palla insieme ad altri bambini. La palla è uno strumento desiderato e utilizzato come tramite di relazione e viene usata sia con le mani sia con i piedi, giocando a lanciarsela l’un l’altro e ponendosi differenti obiettivi (fare goal, o colpire un obiettivo).

Socializzazione / Relazione – Gioca volentieri con gli altri bambini e incomincia a sentirsi sempre più attratto dal gruppo.

Anche se le interazioni sono ancora limitate a momenti brevi e non di lunga durata, il bambino inizia a creare delle strategie per aggregarsi ai coetanei come lo scambio di giocattoli o imponendo la propria presenza, anche in modo “aggressivo”.

Cognizione / Linguaggioil bambino inizia a partecipare alle prime conversazioni con i coetanei e con i famigliari, non solo di persona, ma anche al telefono che non lo inibisce più come prima.

Al termine del secondo anno della scuola dell’infanzia il bambino dovrebbe avere l’inventario fonetico completo e strutturare frasi complesse e complete.

Lo sviluppo e l’acquisizione del senso del ritmo e la distinzione tra diverse melodie permettono al bambino di inventare o canticchiare le prime canzoni sentite alla radio o alla televisione. Durante queste canzoni il bambino è particolarmente coinvolto cognitivamente, emotivamente e dal punto di vista motorio.

A quest’età i bambini amano sempre di più cimentarsi in giochi di finzione e di travestimento in cui immaginano di essere un altro, creando dei veri e propri copioni condivisi con gli altri coetanei. Divengono infatti in grado di cogliere le caratteristiche peculiari dei personaggi nei quali vogliono trasformarsi (principesse, genitori, eroi, protagonisti di cartoni, etc) e di imitarli poi nel momento di gioco.

La passione per i giochi manuali non diminuisce e il bambino inizia ad apprezzare i primi puzzle da una quindicina di pezzi di dimensioni non troppo grandi. Associa colori non solo primari ed inizia la denominazione di colori e forme geometriche, differenziandole sulla base delle dimensioni. Amano inoltre le costruzioni, con le quali possono creare mondi sempre diversi e fantastici.

Sviluppo del bambino psicomotorio

Lo sviluppo del disegno è un altro aspetto importante negli anni della scuola dell’infanzia. A 4 anni il bambino cerca di dare un significato ai disegni prodotti ed è in grado di disegnare volti e figure, che spesso rappresentano genitori e famigliari, anche se ancora stilizzati e sproporzionati: le gambe e le braccia vengono rappresentate come una linea, mani e piedi come delle palle, gli occhi con due grossi puntini e la bocca con una riga rossa. A quest’età i bambini amano disegnare inoltre case, alberi, animali, mostri, supereroi e protagonisti dei cartoni, divertendosi anche a colorarli.

Autonomie – La voglia di sentirsi grande e indipendente cresce con il bambino, il quale cerca di imitare sempre più gli adulti: diviene più rapido nello svestirsi e nel vestirsi, si versa l’acqua autonomamente nel bicchiere, ecc. Il bambino inoltre inizia ad andare in bagno da solo e a svestirsi senza più dirlo ai genitori, anche se a volte necessita ancora di aiuto per pulirsi, poiché non è ancora in grado di coordinare perfettamente i movimenti.

Generalmente i bambini sono molto affascinati dalla televisione, fin da piccoli infatti amano guardare le immagini colorate e suggestive muoversi al ritmo delle loro melodie preferite. Ma è solo a partire dai 4 anni che iniziano a comprendere i contenuti di ciò che viene trasmesso e sono in grado di seguire la trama di un film animato.

 

Siamo giunti in fondo al quarto anno e ci lasciamo nel pieno del percorso della scuola dell’infanzia!

Vi aspettiamo nel prossimo post in cui parleremo dei giochi e delle attività per bambini di 3 e 4 anni!

Contattaci per saperne di più!

 

Dott.ssa Alice Bellini, Logopedista

Dottor Marco Bonacina, Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva

 

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