bimbo scrive

Continuiamo  il viaggio alla scoperta dello sviluppo del bambino dagli 0 ai 5 anni e dei giochi ed attività più adatti per stimolarne lo sviluppo linguistico e motorio. Oggi affronteremo il tema dello sviluppo dei prerequisiti nell’ultimo anno della Scuola dell’Infanzia.

Durante l’ultimo anno della Scuola dell’Infanzia il bambino inizia infatti a sviluppare diverse abilità che gli saranno indispensabili, nella Scuola Primaria, per l’apprendimento della letto-scrittura e delle abilità aritmetiche.

Prerequisiti: quali sono?

Innanzitutto definiamo prerequisito una “qualsiasi attività, condizione o conoscenza minima di base che si ritiene indispensabile, ma non sufficiente, per aspirare a un obiettivo”.

Per essere più chiari, potremmo definirli come le fondamenta sulle quali il bambino potrà poi edificare e strutturare tutti i suoi futuri apprendimenti.

Quali sono questi prerequisiti? I prerequisiti sono vari e complessi e, ovviamente, sarebbe impossibile trattarli tutti in maniera approfondita. Abbiamo quindi deciso di soffermarci sui principali:

  • Competenze metafonologiche;
  • Abilità logico-matematiche;
  • Abilità narrative;
  • Discriminazione uditiva-visiva;
  • Abilità grafo-motorie.

Competenze metafonologiche

L’insieme delle capacità di percepire e riconoscere per via uditiva i fonemi (suoni) che compongono le parole, operando con gli stessi adeguate trasformazioni. In poche parole sono le competenze che permettono al bambino di riflettere sulle parole indipendentemente dal loro significato.

Quest’ultime sono state ampiamente descritte e illustrate in un articolo precedentemente pubblicato, del quale consigliamo la lettura.

Abilità logico-matematiche

Le competenze logico-matematiche son alla base dello sviluppo delle future abilità aritmetiche e racchiudono in loro diverse abilità:

Conoscenza della filastrocca dei numeri: capacità di contare fino a venti, con particolare attenzione ai numeri -DICI (unDICI, doDICI, treDICI, ecc.).

Come stimolarla?

  • filastrocche e canzoni le quali, mediante rime ed assonanze, sostengono e facilitano la memorizzazione della sequenza numerica (es. 1 è il sole che splende di giorno, 2 sono gli occhi che guardano intorno, 3 sono i Magi che vanno, che vanno, 4 stagioni formano un anno…);
  • attività quotidiane: alcune attività si prestano particolarmente al conteggio, si potrebbe ad esempio prendere l’abitudine di contare ad alta voce i gradini per entrare in casa o gli ultimi 20 passi prima di arrivare alla Scuola dell’infanzia.

Associazione tra numero/ nome del numero e quantità corrispondente: capacità di leggere i numeri arabici (es. 1,2,3) e di associarli ad una quantità (es. 1 *, 2-> **)

Come stimolarla?

  • memory tra numeri e quantità: acquistabili (es. Il dinosauro dei numeri, Haba) o facilmente ricreabili a casa con fogli, colori e fantasia;
  • giochi fai-da-te: sbizzarrite la fantasia e divertitevi a creare tante ambientazioni differenti nelle quali il bambino dovrà associare al numero arabico varie quantità (es. coni di gelato da colmare con palline di didò, bocce da riempire con pesci di pasta, cupcake da abbellire con impronte di tempera, ecc.).

Conteggio: dopo aver imparato la serie di numeri il bambino inizia ad utilizzarla nel conteggio, inizialmente indicando ogni elemento e, in un secondo momento, utilizzando solo lo sguardo. E’ indispensabile che il bambino comprenda che l’ultimo numero pronunciato rappresenti la quantità di quell’insieme.

Come stimolarla?

  • giochi fai da te: anche per queste abilità l’idea più semplice è di partire dagli interessi del bambino per creare attività interessanti (es. contare le macchinine nel garage, le scarpe delle barbie, le figurine della raccolta). L’importante è chiedere sempre, alla fine del conteggio, quanti elementi abbiamo contato (es. uno, due, tre, QUATTRO… bene, quindi quanti sono? Quattro);
  • attività quotidiane: inserire il conteggio all’interno di attività quotidiane, coinvolgendo i nostri bambini nei vari momenti della vita quotidiana.  Potremmo ad esempio coinvolgermi durante la spesa (metti nel sacchetto 4 limoni, prendi 6 panini di quel tipo), oppure quando stiamo cucinando insieme (sgusciare 12 noci, spremere 3 arance).

Capacità di mettere in sequenza ordinata elementi di diversa dimensione (es. dal più piccolo al più grande) e capacità di confrontare insiemi con numerosità diversa.

Come stimolarla?

  • attività e giochi presenti in molti libri per bambini (es. settimanale della Pimpa) nei quali viene richiesto di scegliere l’insieme con più elementi.

In linea generale inoltre molti giochi da tavolo, quali il domino, Forza 4 o il gioco dell’oca, stimolano le abilità aritmetiche e logiche nella loro globalità.

Abilità narrative

Un’altra abilità importante per i futuri apprendimenti, soprattutto per quanto concerne la comprensione e stesura di futuri brani, è quella narrativa, ovvero l’abilità di raccontare storie ed eventi personali. Questa abilità inizia a svilupparsi già intorno ai 3 anni, quando il bimbo inizia a raccontare brevi script autobiografici, e continua ad evolversi e ed arricchirsi durante il corso della vita.

Come stimolarla?

  • leggere libri, raccontare storie: ormai l’avrete compreso, leggere al bambino stimola innumerevoli abilità e competenze, anche quelle narrative. Anche raccontare storie sempre diverse, magari lasciando anche al bambino la possibilità di ampliarle e modificarle, stimola le abilità narrative e l’immaginazione;
  • dadi racconta-storie: presenti da Tiger o della marca Storycubes, permettono di raccontare storie sempre differenti e originali. Ogni set è composto da differenti dadi, sulle cui facciate sono raffigurati diversi simboli… basta lanciarli per dare inizio al divertimento, raccontando storie che contengano i personaggi/oggetti magici rappresentati dai dadi. Ovviamente si può anche proporre la versione fai-da-te, dipingendo sassi, conchiglie o carte con i disegni vostri e del vostro bambino;
    raccontare storie in sequenza: scaricabili facilmente su Pinterest o con foto reali della vostra famiglia, vanno inizialmente messe in ordine e in un secondo momento raccontate (es. io e la mamma che facciamo i biscotti: prima prepariamo l’impasto, poi lo stendiamo, facciamo le formine, le inforniamo e infine le mangiamo).

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Discriminazione uditiva e visiva

DISCRIMINAZIONE VISIVA – Permette di confrontare immagini simili e di coglierne le caratteristiche più importanti e permetterà, all’ingresso scolastico, di riconoscere un grafema (es. p, t, ecc.) dagli altri segni grafici.

Possiamo quindi considerare la discriminazione visiva come la capacità di analisi visiva attivata in un momento di confronto che, nel caso degli apprendimenti, avviene tra due segni grafici.

Come stimolarla?

  •  trova le differenze: trovare le differenze rispetto alla dimensione, al colore e alla forma, tra due o più immagini;
  •  caccia al particolare: con immagini, disegni o foto, cercare una serie di piccoli elementi (per esempio, i libri di Richard Scarry, pieni di personaggi, situazioni e dettagli);
  • gioco Dobble o Dobble Kids: gioco sempre molto apprezzato e da tenere sempre in borsa, stimola l’attenzione visiva e la denominazione veloce. In ogni confezione vi sono 55 carte con 8 simboli differenti: bisogna individuare velocemente l’unico simbolo uguale tra due carte, battendo in velocità gli altri giocatori.

DISCRIMINAZIONE UDITIVA – Permette di riconoscere le caratteristiche fonetiche di un messaggio per poterlo ricordare e riprodurre, importante per i futuri apprendimenti poiché molti fonemi sono simili a livello uditivo (es. p/b).

Come stimolarla?

  • giochi di attenzione uditiva: attività finalizzate all’identificazione di ritmi più o meno veloci, suoni più o meno forti mediante strumenti musicali (es. se senti questo suono salta, se invece senti l’altro striscia/ se senti il suono forte corri, se è debole cammina, ecc.) o suoni vocalici (es. versi degli animali). L’importante è che il bambino impari a stare sempre più attento agli stimoli uditivi;
  • memory uditivo: facilmente riproducibile a casa con i “gusci gialli” degli ovetti Kinder: prendetene una decina e riempitene con diversi materiali, facendo in modo che ce ne siano sempre due uguali (es. foglie secche, riso, sassi, farina, ecc.) e poi sigillateli con dello scotch. Potete ora iniziare a giocare a memory: ogni giocatore prende due ovetti e ne ascolta il rumore prodotto, se sono uguali li vince, se sono diversi li ripone e tocca all’altro giocatore.

Abilità grafo-motorie

Fanno riferimento all’acquisizione della corretta impugnatura per poter effettuare i gesti grafici nella modalità più fluida e funzionale. Si tratta di abilità di coordinazione manuale fino-motoria che vanno ad integrarsi con le abilità visive e con la capacità di uso sinergico di entrambe le mani nel corretto posizionamento del foglio.

Come stimolarle?

  • attività quotidiane: nella quotidianità della giornata ci sono moltissimi momenti in cui poterci allenare nell’utilizzo delle nostre mani e della loro integrazione col sistema visivo. Possiamo stimolare l’autonomia fin da piccoli nel vestirsi, svestirsi e nell’allacciarsi le stringhe delle scarpe, oppure tutte quelle situazioni di manipolazioni in libera sperimentazione come ad esempio preparare l’impasto dei biscotti o della torta, la manipolazione di acqua, carta, foglie, schiuma, terra, etc;
    giochi ed attività: possiamo facilmente trovare molti giochi che permettano un’allenamento delle abilità grafo-motorie. Con i bambini molto piccoli si possono utilizzare dei giochi morbidi, colorati e ricchi di sporgenze in modo che possano essere afferrati con diversi adattamenti della posizione delle mani. Crescendo si possono proporre giochi ad incastro, puzzle, strumenti musicali che richiedano l’integrazione delle dita per essere suonati, ma anche giochi di coordinazione occhio-mano come creare le proprie collane infilando ed allacciando, labirinti e percorsi da ricalcare su differenti superfici.

E voi con i vostri bambini avete mai provato a svolgere qualcuna di queste attività o ne avete altre belle che volete proporci? Per qualsiasi quesito non esitate a contattarci!

Dott.ssa Alice Bellini, Logopedista. Master in Neuropsicologia dell’Età Evolutiva
Dottor Marco Bonacina, Neuropsicomotricista

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