parent training

Molto spesso, a seguito di una diagnosi di Disturbo da Deficit d’Attenzione e Iperattività, i genitori vengono invitati dagli specialisti a seguire un percorso finalizzato al potenziamento delle loro abilità genitoriali e a fornire strategie per la gestione dei comportamenti problematici dei figli.

ADHD: disturbo da Deficit d’Attenzione e Iperattività

Perché per un disturbo del comportamento è necessario un percorso formativo specifico per i genitori o i familiari che si occupano del bambino?

Immaginate di tornare a casa dopo una giornata di lavoro impegnativa, vostro figlio deve ancora svolgere i compiti, farsi la doccia e la stanza è in disordine. Da solo non è riuscito a fare nulla, sarà necessario sedervi accanto a lui e insieme iniziare a leggere ed eseguire i primi problemi di matematica.

L’argomento è nuovo, difficile e richiede molto sforzo cognitivo. Vostro figlio inizia a percepire un senso di frustrazione che per le sue difficoltà non riesce a gestire, si sente incapace, non riesce a lavorare, si arrabbia e inizia a lanciare il quaderno, le penne e tutto ciò che trova accanto a lui.

Fare i compiti diventa impossibile: vi arrabbiate, lo sgridate o lo mettete in punizione. Il resto dei familiari interviene nel tentativo di placare la situazione con molto sconcerto e quesiti sul perché di queste reazioni. Il rapporto si altera, pensate che vostro figlio lo faccia apposta, che sia un lazzarone e non abbia voglia di impegnarsi.

Il senso di incompetenza e frustrazione pervade il genitore che percepisce un fallimento nelle sue capacità genitoriali, e il figlio, la cui immagine di sé e percezione di autoefficacia diminuiscono, formando un circolo vizioso che porta a investire sempre di meno nello studio e nelle attività che richiedono sforzo cognitivo.

Un genitore o un familiare sprovvisto di strumenti come la conoscenza del disturbo, dei suoi sintomi e delle giuste strategie per affrontare i momenti di crisi, si espone a costanti vissuti di rabbia, senso di incompetenza e frustrazione che alterano il rapporto con il figlio e il benessere quotidiano di tutta la famiglia.

La nascita e lo sviluppo dei programmi di Parent Training

L’intervento nell’ADHD spesso risulta complesso da pianificare a causa della diversità degli elementi che entrano in gioco: aspetti emotivo-relazionali, difficoltà nel rapporto genitore-bambino, difficoltà scolastiche.

La manifestazione del disturbo nei diversi contesti di vita richiede un intervento che non si basi esclusivamente sulle caratteristiche dell’ADHD come attenzione, impulsività o iperattività, ma che coinvolga tutti i contesti di vita del bambino come scuola e famiglia.

La nascita dei programmi di Parent Training risale alla seconda metà del XX secolo quando si sviluppa una sempre maggiore consapevolezza che, per ottenere un cambiamento positivo nel comportamento, non basta affidarsi al controllo del bambino, ma occorre agire sull’ambiente.

In particolare l’obiettivo è quello di aiutare i genitori a controllare l’ambiente neutralizzando azioni negative e promuovendo buone prassi educative.

Secondo questa tipologia d’intervento, i genitori sono agenti di primaria importanza nello sviluppo del bambino ed è necessario migliorare l’interazione con esso, per favorire comportamenti positivi.

Negli ultimi quarant’anni si è assistito a un susseguirsi di diverse tipologie di Parent Training.

I primi programmi si basavano su un approccio d’ispirazione prettamente comportamentista, questa posizione ha permesso di applicare i principi dell’apprendimento in situazioni naturali attraverso l’insegnamento ai genitori dell’uso del rinforzo e dell’osservazione in ambito familiare.

L’analisi comportamentale è risultata utile per comprendere e modificare alcune interazioni problematiche: nei disturbi infantili infatti spesso i genitori non sono consapevoli dei fattori che facilitano la comparsa o la riduzione di un comportamento indesiderato del figlio, pertanto i comportamenti problematici sembrano “comparire dal nulla” cogliendo improvvisamente il genitore e impedendogli di reagire prontamente alla crisi.

Le tecniche comportamentali possono essere applicate a numerose situazioni di vita comune, purché ci sia la consapevolezza degli obiettivi da raggiungere e dei limiti che queste comportano.

Le tecniche maggiormente applicate a tale scopo nei parent training comportamentali sono:

Modeling (apprendimento e osservazione)

Role playing (riproduzione di situazioni di vita quotidiana)

Time out (sospensione del rinforzamento)

Dall’approccio comportamentista all’inclusione dei modelli cognitivi ed emotivi

Con il progredire degli studi e delle osservazioni sull’efficacia di tali programmi, si è giunti alla conclusione che le tecniche comportamentali non sono sufficienti per poter ottenere dei cambiamenti significativi.

Inoltre, l’aspetto maggiormente criticato è quello di proporre soluzioni “tecniche” come unica alternativa praticabile: in questo modo si rischia di assegnare ai genitori un ruolo passivo, rispetto alle valide metodologie proposte, e di attribuire il fallimento solo a un’errata applicazione del “paradigma”.

A questo proposito è importante rendere i genitori consapevoli delle emozioni provate dai figli, ed essere in grado di accettare le proprie in modo autentico.

In questa prospettiva, per comprendere a pieno la funzione genitoriale, non basta analizzare i comportamenti, ma occorre comprendere il sistema di idee e aspettative che influenzano il modo di agire.

Di fronte al medesimo comportamento di un bambino, due adulti potrebbero reagire in modo differente a causa delle diverse convinzioni di riferimento.

Da queste osservazioni sono nati programmi di Parent Training per l’ADHD focalizzati a istruire i genitori a osservare e analizzare le situazioni problematiche per identificare i fattori che favoriscono l’instabilità del bambino, a diventare un modello positivo verso la risoluzione dei conflitti e a focalizzarsi sui propri vissuti genitoriali, in termini di efficacia nello svolgimento del proprio ruolo genitoriale.

L’efficacia della funzione educativa è infatti determinata sia dalla capacità del genitore che dalla percezione che ha lui di sé stesso in questo ruolo.

Gli obiettivi del Parent Training sono quindi riassumibili nel:

  • migliorare il rapporto genitore-figlio;
  • migliorare il senso di autoefficacia genitoriale;
  • apprendere strategie educative mirate a modificare i comportamenti problematici;
  • promuovere consapevolezza e competenza nella risoluzione di problematiche legate alla gestione del comportamento del figlio;
  • incrementare la consapevolezza sui sintomi e le caratteristiche del disturbo.

Dal 15 Gennaio 2018 il centro La Trottola, in collaborazione con A.I.F.A. Onlus avvierà un corso di Parent Training per genitori di bambini con diagnosi di ADHD.

Contattaci al 3494414194 o Scrivici per avere maggiori informazioni su calendario e costi.

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