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Tutti siamo in grado di rendercene conto, oggi viviamo in una società fortemente dipendente dalla tecnologia e dal suo continuo sviluppo, in un qualsiasi contesto ambientale siamo continuamente bombardati da stimoli tecnologici. Questa dipendenza sociale dalla tecnologia oramai riguarda qualsiasi fascia d’età, dai neonati agli anziani e ne possiamo usufruire a scopo ludico, didattico, informativo, sanitario, d’intrattenimento, di trasporto, lavorativo, etc.

I nostri bambini cominciano a farne uso da un’età sempre più piccola, crescono in ambienti saturi di Internet, Computer e Videogames, tant’è che oggi si parla di loro come nativi digitali, ovvero persone nate all’interno di una società che non può più fare a meno della tecnologia per continuare a svilupparsi.

Quanto è giusto e quanto è sbagliato che i nostri figli utilizzino i media devices (dispositivi tecnologici multimediali)? Da che età sarebbe giusto permettere loro di usarli? Per quanto tempo dovremmo lasciarglieli usare? Che effetti hanno su di loro? Sono domande che tutti ci poniamo, o ci siamo posti almeno una volta, soprattutto se siamo padri e madri.

La diffusione dei Media Devices in età pre-scolare

In questi anni diversi studi scientifici hanno dimostrato come la percentuale di bambini tra 0-8 anni che fanno utilizzo quotidiano di media devices sono aumentati dal 38% nel 2011 al 72% nel 2013. I bambini di 2 anni che ne fanno utilizzo sono aumentati dal 10% nel 2011 al 38% nel 2013, inoltre il 13% di bambini sotto l’anno d’età hanno dimostrato di aver usato videogiochi educativi e il 19% apps creative per dispositivi multimediali.

Un’esposizione così precoce, soprattutto se prolungata, a tecnologia digitale in bambini di età pre-scolare può avere degli effetti negativi nello sviluppo e nel benessere del bambino.

E’ stato dimostrato da altri studi che la modalità di utilizzo di media devices da parte dei genitori influenza fortemente la sicurezza del bambino, il suo benessere emotivo e le interazioni familiari (che sono la base di un corretto sviluppo sociale del bambino). Infatti i media devices si inseriscono nella relazione genitore-bambino come agente disturbante, si hanno meno relazioni faccia a faccia e una carenza di quest’ultime ha un impatto notevole sullo sviluppo cognitivo, linguistico ed emotivo del bambino.

Spesso il genitore utilizza il media device (smartphone e tablet in primis) come “asso nella manica” in determinati momenti della giornata, per calmarlo quando grida in luoghi pubblici, per tenerlo calmo durante le faccende domestiche, la spesa, i pasti e prima della nanna mettendo il bambino a letto. Sono tutti momenti della giornata che sicuramente richiedono pazienza e impegno da parte dell’adulto, ma ciascuno di questi è prezioso per il rapporto genitore-bambino e per il suo sviluppo neurocognitivo e sociale.

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Gli effetti positivi e negativi dei media devices in età precoce

Un recente studio della Società Italiana di Pediatria mostra come l’utilizzo dei media devices in età pre-scolare comporta una notevole influenza sullo sviluppo del bambino, vediamo nello specifico in quali aree:

  • Apprendimento
    Secondo recenti studi l’utilizzo dei touch screen può interferire con lo sviluppo dell’apprendimento del bambino. Infatti, bambini ancora così piccoli hanno bisogno di vivere in prima persona esperienze personali con materiali e strumenti che possano sfidare le loro abilità di pensiero e di problem solving.

Il tempo passato ad utilizzare i media devices, soprattutto se prolungato, è un tempo importante in cui il bambino avrebbe potuto giocarsi, sperimentarsi a livello motorio, corporeo, sensoriale e cognitivo in esperienze ludiche vissute in prima persona, esperienze fondamentali per l’acquisizione di tutti quei prerequisiti scolastici che saranno pietre miliari per un adeguato e fluido apprendimento scolastico.

D’altro canto, bambini sotto i 3 anni hanno la possibilità di apprendere nuove parole grazie ai media devices se questi sono utilizzati insieme al genitore che deve essere presente e porsi come esempio aiutando così il proprio bambino.

I cellulari, se usati con intelligenza e con la supervisione di un adulto, possono essere uno strumento di rinforzo notevole per bambini di età scolare che stanno già seguendo gli apprendimenti scolastici, così come un notevole strumento di allenamento delle loro funzioni esecutive e capacità di pensiero.

  • Sviluppo
    E’ stato dimostrato come un prolungato utilizzo della televisione porti effetti negativi sullo sviluppo del cervello del bambino e, non di secondaria importanza, come il tempo passato davanti alla televisione riduca notevolmente la quantità e la qualità della relazione genitore-bambino. Il tempo passato davanti ad uno schermo, inoltre, comporta anche una riduzione dei tempi attentivi del bambino e delle sue capacità matematiche.

D’altro canto, nel contesto del disegno l’utilizzo dei media devices può aiutare il genitore a stimolare l’attività del disegno che permette al bambino di rielaborare esperienze vissute, di pensare, di stimolare la sua fantasia e di riosservare le cose da un suo proprio punto di vista. L’utilizzo di apps  che permettono di disegnare deve porsi però come supporto all’attività manipolativa vissuta in prima persona e non sostituirvisi, questo è possibile sotto un’attenta guida da parte del genitore.

  • Benessere
    L’utilizzo prolungato per più di 2 ore al giorno di media devices nella prima infanzia è stato collegato ad un aumento di comportamenti sedentari e, di conseguenza, ad un incremento del peso corporeo, il quale, nel tempo, può portare all’insorgere di disagi fisici caratterizzanti, in particolare, il collo, le spalle e la schiena a causa di atteggiamenti posturali scorretti mantenuti nel tempo.

E’ stato inoltre osservato come l’utilizzo prolungato della televisione e dei videogames possa essere correlato all’insorgenza di disturbi comportamentali. E’ importante ricordare infatti che nella prima infanzia la presenza di stati di continua agitazione emotiva e comportamentale e di malessere con sé stessi può portare successivamente all’insorgere di depressione e comportamenti sociali aggressivi. Bisogna quindi trovare il giusto equilibrio tra il tempo passato davanti ad uno schermo e il tempo dedicato al gioco libero e all’attività fisica.

  • Sonno

L’utilizzo di media devices, strumenti iperstimolanti che sovraccaricano continuamente il cervello di stimoli e informazioni, interferiscono con la qualità del sonno poiché causano uno stato di generale eccitazione psicofisica dovuta ai contenuti osservati e all’esposizione ad una luce intensa come quella che emettono la maggior parte di essi. Infatti la luce emanata da questi dispositivi, soprattutto se usati la sera e poco prima di dormire, ha effetti ritardanti sul ritmo circadiano di sonno-veglia causando un’immediata attivazione attentiva e corporea. Inoltre il mantenimento prolungato di atteggiamenti posturali scorretti giocando nel letto può portare a disagi fisici in particolare al collo e alle spalle.

  • Vista

Un utilizzo continuo e prolungato, soprattutto di smartphones, può portare ad un progressivo affaticamento della vista, secchezza oculare e provocare anche cefalea. Inoltre, l’eccessivo utilizzo a breve distanza degli smartphones, dovuto ai loro schermi ridotti, può portare a fastidi della muscolatura oculare o addirittura all’insorgere di una tipologia di strabismo.

  • Udito

Un’esposizione prolungata e precoce ad intensi livelli di volume può trasformarsi in una pericolosa immersione acustica senza pause di riposo per i nostri timpani, ciò può portare ad una alterata percezione dei suoni con possibili compromissioni dello sviluppo del linguaggio e, successivamente, difficoltà di socializzazione, comunicazione e interazione con i coetanei possono manifestarsi come effetti secondari.

  • Relazione genitore-bambino

Una precoce e adeguata relazione genitore-bambino contribuisce in modo fondamentale ad un corretto sviluppo comportamentale e del sistema neurocognitivo. Il contatto visivo, lo scambio di sguardi, e i momenti di attenzione e attività condivisa tra genitore e bambino sono correlati ad un sano sviluppo dell’autoregolazione emotiva e ad un positivo attaccamento relazionale. L’utilizzo dei media devices comporta una riduzione quantitativa e qualitativa delle interazioni verbali e non verbali tra genitore e bambino che, prolungati nel tempo, possono portare a conflitti nel rapporto e alla manifestazione di disturbi oppositivi provocatori.

In questo caso risulta fondamentale l’esempio che il genitore da di sé stesso al proprio figlio nel modo in cui lui, da adulto, utilizza i media devices, un genitore la cui attenzione è rivolta al dispositivo si perde tanti momenti preziosi in cui avrebbe potuto giocarsi nella relazione con il proprio bambino.

Quali consigli dare ai genitori?

Innanzi tutto è importante sottolineare che la tecnologia in sé non è negativa, ma è l’utilizzo eccessivo e scorretto che ne facciamo che porta al manifestarsi di effetti collaterali negativi. Sicuramente risulta fondamentale riuscire a porre ai bambini dei limiti nell’utilizzo dei media devices e in questo può aiutare provare a cercare delle modalità alternative per intrattenerli e calmarli in momenti di crisi. Inoltre, risulta preziosissima la partecipazione educativa dei genitori all’esperienza digitale dei propri figli se, come figure adulte e responsabili, sono in grado di dare il buon esempio.

La Società Italiana di Pediatria si è recentemente espressa con un documento ufficiale sull’uso dei media devices nei bambini da 0 a 8 anni d’età delineando i seguenti consigli:

  • No a smartphones e tablet prima dei due anni
  • No a smartphones e tablet durante i pasti e prima di andare a dormire
  • Limitare l’uso a massimo 1h al giorno nei bambini tra i 2 e i 5 anni
  • Limitare l’uso a massimo 2h al giorno nei bambini tra i 5 e gli 8 anni
  • Sconsigliata la visione di programmi televisivi con contenuti violenti
  • No all’uso di smartphones e tablet per calmare o distrarre i bambini
  • SI all’utilizzo di applicazioni di qualità e creatività
  • Si all’utilizzo di dispositivi elettronici se usati insieme al genitore
  • Si al trovare il giusto equilibrio tra media devices e attività fisica

È bene quindi, concludendo, ricordarci di un ultimo aspetto fondamentale: i bambini imparano sempre da quello che vivono e da quello che guardano, non dai grandi discorsi, e la prima cosa che osservano è sempre il modo in cui noi genitori ci relazioniamo con le persone che ci circondano, il modo in cui usiamo gli oggetti della nostra quotidianità, il modo in cui viviamo la nostra vita.

Contattaci per avere ulteriori informazioni!

Dottor Marco Bonacina, Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva

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