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Ti è mai capitato di notare che alcune informazioni, come ad esempio il semplice elenco delle cose da fare in una giornata, restano ben impresse nella mente se prima le avevi scritte a mano?

Tracciare parole su carta utilizzando la propria grafia e digitare quelle stesse parole con l’ausilio di una tastiera sono attività di scrittura simili solo in apparenza. Il cervello, infatti, mette in atto processi differenti per ciascuna di queste operazioni.

Utilizzare un tablet, uno smartphone o un computer può risultare la scelta più indicata in tutti quei casi in cui, per diverse ragioni, sia necessario accorciare i tempi di raccolta dati, ad esempio servendosi della funzione di riempimento automatico o del microfono che converte i suoni in testo.

E’ utile anche quando si vuole snellire la procedura di verifica della correttezza ortografica, quando non si ha tempo di redigere una prima bozza e quando si vuole scrivere direttamente “in bella” (ricordi anche tu la famosa brutta copia che andava consegnata insieme alla versione, al tema o all’equazione?).
Certo è che scrivere a mano aiuta a ricordare meglio.

Mercoledì 26 settembre alle ore 20.30 Elisabetta e Marianna del Centro La Trottola di Verdellino parleranno anche di questo. Saranno ospiti a Comun Nuovo in occasione della serata informativa dedicata al mondo della scrittura manuale.

Da qualche anno a questa parte sono sempre più frequenti le diagnosi di Disgrafia, un disturbo specifico dell’apprendimento relativo all’acquisizione del gesto grafico.
I bambini, i ragazzi e gli adulti con diagnosi di disgrafia producono una scrittura scarsamente leggibile, faticosa e maldestra, talvolta eccessivamente lenta o troppo impulsiva.

Ma è bene chiarire che non tutte le brutte scritture sono per forza disgrafie. Al contrario, prensioni non propriamente ortodosse, posture scorrette e l’acquisizione di automatismi poco funzionali possono indurre in errore.
Può infatti accadere che una semplice fatica venga confusa con un disturbo vero e proprio.

CHE COSA STA SUCCEDENDO AI PICCOLI SCRITTORI IN ERBA?

Il tuo bambino si trova in difficoltà quando si tratta di fare i compiti, quando deve copiare un testo dalla lavagna o completare una scheda? Fatica a rileggere al compagno che è rimasto indietro ciò che ha appena scritto sul proprio quaderno? Riesce a capire le consegne per casa che lui stesso ha riportato sul suo diario?
Gli alunni e gli adulti degli anni duemila non sono diventati improvvisamente incapaci di scrivere a mano, così come i bambini di oggi, impropriamente definiti nativi digitali, non sono affatto inadatti per imparare a scrivere in corsivo.

In una bella intervista dello scorso febbraio apparsa su D Repubblica Daniele Novara, pedagogista, afferma:
“Il cervello dei bambini è quanto di più plastico e trasformabile l’uomo abbia a disposizione per adattarsi all’ambiente e alle sue richieste. I bambini hanno la possibilità di farcela se messi nelle condizioni di poter esprimere le loro potenzialità e compensare le competenze non ancora sviluppate”.

Tuttavia, a differenza di quanto accadeva in passato, l’insegnamento del gesto grafico è stato più volte rivoluzionato e reimpostato. Da quando calligrafia e, poi in seguito, bella scrittura hanno cessato di essere materie curricolari oggetto di valutazione, col passare degli anni si è dedicata sempre meno attenzione al metodo per l’avviamento al corsivo.

Se è vero che la scrittura è considerata un’abilità di base strumentale, è altrettanto vero che non è un’abilità innata. La scrittura non è un disegno libero, ma codificato.
Perché io possa acquisirne l’automatismo, devo prima interiorizzare le regole che presiedono alla corretta concatenazione di sequenze motorie, che danno poi luogo ai grafemi.

Capita spesso che, per timore di non riuscire a completare il programma, vengano saltati alcuni passaggi o che ci si concentri più sugli aspetti di forma che su quelli motori. Ma non possiamo scordare che la scrittura è innanzitutto movimento e che solo un gesto ben impostato produrrà senza fatica forme fluide e di agevole lettura.

IL FENOMENO DIGITALE E’ UNA GRANDE RISORSA MA, COME OGNI STRUMENTO, VA REGOLATO E GESTITO CON INTELLIGENZA E SENSO DI RESPONSABILITA’.

La parola all’esperta. Scrive la Grafologa Alessandra Venturelli: “Oggi si tende a pensare che la tecnologia digitale possa sostituire la scrittura manuale nella fase di apprendimento degli alunni, specialmente in presenza di disturbi specifici.

Tuttavia, le più recenti ricerche evidenziano che una mancata stimolazione di motricità fine, a casa come a scuola, non consente un adeguato sviluppo di aree del cervello importanti per la maturazione di diverse abilità e competenze.
Secondo una ricerca OCSE, ad esempio, nelle scuole in cui questa tecnologia è utilizzata in modo massiccio e sostitutivo, gli studenti presentano un rendimento minore in matematica, in scienze e in lettura*.

Non dimentichiamo peraltro che scrivere su una tastiera richiede una buona dissociazione delle dita e un allenamento specifico che può avvenire solo dopo aver acquisito le competenze di base”.

*Sul sito GIUNTI SCUOLA è possibile prendere visione della ricerca di cui sopra attraverso una lettura ragionata.

PERCHE’ E’ IMPORTANTE IMPARARE A SCRIVERE A MANO

A quanto pare impugnare la penna è un vero toccasana per la nostra mente e anche le neuroscienze sono intervenute per dire la loro. Secondo la rivista Psychological Science scrivere a mano è un’attività preziosa e irrinunciabile, che sviluppa in primo luogo la memoria.

“Quando scriviamo, infatti, lo sguardo è puntato sulla mano che si muove sul foglio. La punta della penna è il luogo in cui convergono sia l’atto motorio che quello visivo. Se scriviamo al computer, invece, la mano corre sulla tastiera ma lo sguardo è rivolto al monitor: è proprio questa divergenza che può penalizzare la memoria, poiché diminuisce ciò che i neurologi chiamano integrazione multisensoriale. Se riusciamo a mettere insieme in una sola esperienza più stimoli di diverso tipo – visivi, auditivi, motori, tattili, olfattivi – i tempi di richiamo dei ricordi, e la loro qualità, possono essere migliori”, spiega a Repubblica Gabriella Bottini, docente di Neuropsicologia all’Università di Pavia.

Scrivere a mano stimola e migliora la concentrazione, la cognizione e la capacità di sintesi. Permette la rielaborazione degli stimoli, organizza la conoscenza e consolida ad un livello profondo l’informazione.

MAMME E PAPA’, ANCHE A CASA POTETE FAVORIRE LO SVILUPPO DELLE ABILITA’ GRAFOMOTORIE DIVERTENDOVI CON I VOSTRI PICCOLI.

Parliamone insieme: l’équipe del Centro La Trottola ti aspetta mercoledì 26 settembre alle ore 20.30 in Piazza Alcide De Gasperi a Comun Nuovo. L’incontro è rivolto a genitori, nonni, educatori, tutor DSA, insegnanti e a tutti coloro a cui sta a cuore l’apprendimento corretto della scrittura manuale.

Intervengono:
Marianna Ravazzini, Educatore del gesto grafico, esperta in grafia dell’età evolutiva, docente per l’avvio alla scrittura presso IBC SCHOOL, consulente e formatrice didattica MIUR presso A.D.S.A.T.
Elisabetta Boschini, Psicologa dell’età evolutiva, esperta in Neuropsicologia.

L’incontro è gratuito ma per garantire il miglior servizio è richiesta l’iscrizione contattando il numero 349 4414194 o scrivendo un’e-mail indicando il numero dei partecipanti.
E’ inoltre possibile prenotarsi chiamando direttamente in Comune.

Le strategie che in questi casi si possono adottare per dare una mano a chi desidera ricevere aiuto sono tante. Non perdere questa nuova occasione di confronto e di scambio. Ti aspettiamo!

 

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