DSA

Sempre con maggiore frequenza negli ultimi anni si parla di disturbi specifici di apprendimento (DSA), con un interesse crescente da parte di insegnanti, genitori, ma anche istituzioni.

Il riferimento normativo è la legge n 170/2010 attraverso cui si riconoscono: dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia come disturbi specifici di apprendimento, specificando che questi disturbi si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate e in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali.

Per fare chiarezza, e capire meglio cosa sono, partiamo dall’acronimo DSA.

DSA:

  • DISTURBO e non una malattia. Ovvero l’alterazione riguarda una funzione ed ha una base neurologica; ovvero è espressione di una particolare organizzazione strutturale di alcune aree cerebrali che si discostano dalle modalità comuni. Capiamone meglio il significato attraverso un esempio pratico: ipotizziamo di partire in macchina da Bergamo per andare a Milano e al posto di percorrere l’autostrada si scegliesse di utilizzare le strade secondarie.
    Probabilmente a Milano arriveremo comunque, ma con un dispendio di tempo e di energie maggiore, e questo non per scelta, ma perché il nostro cervello conosce solo quella strada. Inoltre, essendo un disturbo è resistente all’intervento didattico e all’automatizzazione e persiste quindi nel tempo.
    Non deve essere confuso con il termine difficoltà, che indica invece qualcosa di modificabile mediante interventi mirati, e permette il raggiungimento di un’automatizzazione anche se in tempi prolungati.
  • SPECIFICO perché riguarda specifiche abilità mentre l’abilità intellettiva è nella norma. Questo significa che i bambini con questo tipo di disturbo sono intelligenti a differenza di quanto purtroppo diffuso a livello sociale.
  • APPRENDIMENTO, perché riguarda solo le abilità scolastiche di lettura, scrittura e calcolo.

Ma cosa significa essere abili?

L’abilità è la capacità di eseguire una serie di azioni per raggiungere uno scopo, e si diviene abili quando un processo è automatico, quindi non costa fatica, non richiede un’attenzione costante e può essere fatto ripetutamente anche in contemporanea ad altre attività.

Proviamo a capire meglio con un esempio: quanti di voi guidando la macchina devono ancora pensare a quale sia il pedale del freno, quello dell’acceleratore o della frizione? La risposta, a meno che non siate neopatentati, è chiaramente nessuno
Ed il motivo risiede nel fatto che il movimento dei piedi sui pedali è ormai un processo automatico.

Esistono 4 tipologie di disturbi specifici di apprendimento:

  • DISLESSIA o più correttamente dislessia evolutiva: è il disturbo specifico della lettura, viene definita evolutiva per distinguerla da una dislessia acquisita cioè conseguente a danni cerebrali come traumi o ictus. Può essere certificata dalla fine della seconda elementare;
  • DISORTOGRAFIA: disturbo che impedisce l’automatizzazione delle regole ortografiche, può essere certificata dalla fine della seconda elementare;
  • DISGRAFIA: disturbo che riguarda una marcata difficoltà nell’esecuzione della scrittura, la grafia quindi è difficile da leggere, in alcuni casi non risulta leggibile. Può essere certificata dalla fine della seconda elementare;
  • DISCALCULIA: disturbo specifico del calcolo, si può certificare dalla fine della terza elementare, quando si conclude l’apprendimento del sistema di calcolo.

Attenzione, è possibile trovare anche più disturbi associati tra loro, ad esempio è frequente riscontrare in bambini dislessici anche l’aspetto disortografico oppure discalculico.

A questo punto una domanda spontanea potrebbe essere:
«Ma quindi devo portare mio figlio dal logopedista solo al termine della seconda/terza elementare?» La risposta è NO!

Ci sono una serie di campanelli di allarme, ossia di segnali visibili già alla scuola dell’infanzia che suggeriscono una maggior probabilità di sviluppare un disturbo specifico di apprendimento.

Per esempio, è stato studiato (Stella, 2004) che un bambino con disturbo primario di linguaggio, ha l’80% di probabilità di sviluppare poi un disturbo di apprendimento. Fine seconda e terza elementare sono i momenti in cui è possibile certificare il disturbo, ma in caso di difficoltà è necessario agire il più precocemente possibile per supportate il bambino nel processo di apprendimento scolastico.

La scuola dell’infanzia, così come i primi anni della scuola primaria sono quindi periodi importantissimi per acquisire tutte quelle abilità e competenze che serviranno poi per le abilità di lettura, scrittura e calcolo.

Abbiamo parlato di certificare il disturbo, ma sapete chi può certificare un disturbo specifico di apprendimento in Lombardia?

Esistono equipe certificatrici, ossia gruppi di persone, formate da neuropsichiatra infantile, psicologo e logopedista, che soddisfano determinati requisiti e quindi sono autorizzati da ATS a rilasciare queste certificazioni.

Potete trovare i nominativi di tutte le equipe autorizzate all’interno dei siti internet delle diverse ATS, se cercate in quella di Bergamo, troverete anche il Centro La Trottola presso cui è presente un’equipe specializzata e autorizzata proprio sui DSA.

Sospetti che il tuo bambino possa avere un disturbo di lettura, scrittura o calcolo? Non esitare a contattarci, sapremo consigliarti il percorso migliore per te e per il tuo bambino! Non dimentichiamoci che i bambini con disturbi di apprendimento vengono spesso additati come pigri e svogliati, ma non è così, hanno solo bisogno di un aiuto per riuscire al meglio nel loro percorso.

Per qualsiasi informazione o consulenza chiama il numero del Centro La Trottola 331 2212505, ti aspettiamo!

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