scrivere per imparare

Scrivere è un’abilità che tutti apprendiamo ma ci siamo mai fermati a chiederci se è facile o è difficile?

Da quando siamo “diventati grandi” scrivere è un gesto motorio che svolgiamo con naturalezza, senza pensarci e in modo del tutto automatico, ma se ripensiamo solo per un momento a tutti quegli anni che abbiamo dedicato all’apprendimento della scrittura, forse potremmo renderci conto di quanto tempo e quanta fatica serva per imparare a scrivere.

Scrivere che passione!

La scrittura è uno dei gesti motori più complessi che possiamo acquisire, basta pensare che in media un bambino impiega circa 7 anni per imparare a scrivere bene.

Non si può ridurre la scrittura ad una definizione univoca esaustiva, perché è un’importante mezzo di comunicazione, un processo di decodificazione e manipolazione di segni grafici arbitrari convenzionali, un’importante abilità cognitiva ed una complessa abilità motoria.

Solo pensare a quante competenze e quanti significati si integrano tra loro nel processo di produzione grafica, ci permette di iniziare ad immaginare quanto complesso sia il suo apprendimento.

Possiamo quindi comprendere che ciò richiede un tempismo di apprendimento corretto, né anticipato né posticipato, poiché la sua realizzazione dipende dalla maturazione e dall’integrazione di diverse competenze tra cui quelle linguistiche, visive, motorie, cognitive, posturali e di coordinazione oculo-manuale.

Pertanto possiamo distinguere due tipi di processi coinvolti nel gesto di produzione grafica:

  • Processi esecutivi : i gesti motori in sé e per sé che vanno a costituire l’esecuzione motoria della scrittura. Questi coinvolgono e integrano abilità come la coordinazione oculo-manuale, l’orientamento sinistra-destra, l’organizzazione e la gestione dello spazio, i movimenti  di rotazione e prono-supinazione del polso, la fluidità del gesto e il controllo posturale.
  • Processi costruttivi: la capacità cognitiva di analizzare e manipolare una parola tramite canale uditivo, grafico e di rappresentazione che nel tempo si trasforma anche in un’abilità predittiva e programmativa di un testo complesso. 

La scrittura: un apprendimento fase-specifico

Abbiamo visto come il processo di apprendimento della scrittura sia complesso, duraturo nel tempo e richieda un corretto tempismo nel rispetto delle competenze del bambino, non a caso si inizia ad imparare a scrivere tra i 5 e i 7 anni, dunque nei primi anni della scuola primaria e non nei primi anni della scuola dell’infanzia.

Una delle domande che tutti ci poniamo, e che spesso viene posta anche a noi professionisti, è la seguente: è utile che il bambino impari a leggere e scrivere prima che inizi la scuola primaria?

La risposta è: dipende!

Voglio farvi io ora una domanda per ragionare insieme su questo punto: è giusto da parte di genitori ed insegnanti,bloccare o forzare l’interesse o lo stimolo di un bambino di 4 o 5 anni verso la lettura o la scrittura di parole?

Penso che il punto fondamentale stia nel fatto che ogni bambino ha il suo ritmo personale di crescita, esistono della tappe comuni sì, ma ognuno ci arriva con un suo tempismo.

Se il tuo bambino a 4 o 5 anni comincia già a mostrare interesse per le “letterine” dell’alfabeto, le cerca, le guarda ovunque, le vede e prova a riprodurle, va benissimo, non blocchiamolo, non limitiamo questo suo interesse spontaneo pensando che non sia ancora il momento.

Allo stesso modo vale l’esempio opposto, se il tuo bambino di 4 o 5 anni non mostra interesse per le “letterine” dell’alfabeto questo non deve essere motivo di ansia o preoccupazione e, soprattutto, non deve spingerti a forzare quell’interesse imponendoglielo.

Come posso quindi io genitore aiutare il mio bambino a casa?

L’apprendimento della letto-scrittura è una competenza affidata alla scuola primaria, ma oggi si parla molto di quelli che sono i prerequisiti all’apprendimento, ovvero tutte quelle competenze e abilità che stanno alla base degli apprendimenti scolastici.

I prerequisiti sono competenze che il bambino acquisisce durante i primi 5-6 anni di vita e il segreto per conquistarli è semplicissimo: giocare!

Non è un caso che l’apprendimento dei prerequisiti sia una competenza affidata alla scuola dell’infanzia, perché i bambini nei primi anni di vita passano gran parte della loro giornata a giocare, ed è proprio all’interno del gioco che il bambino scopre sé stesso e il mondo che lo circonda.

Il gioco è un lavoro serio! Grazie a esso il bambino stimola la propria coordinazione oculo-manuale, l’orientamento sinistra-destra, la conoscenza, l’organizzazione e la gestione dello spazio, la motricità fine e grossolana, i movimenti  di rotazione e prono-supinazione del polso, l’utilizzo selettivo delle dita della mano, la fluidità del gesto, la conoscenza del proprio schema corporeo e il controllo posturale.

Posso quindi anche io genitore aiutare il mio bambino ad essere pronto ad imparare a leggere e a scrivere quando andrà in prima elementare?

Assolutamente sì, e puoi farlo sin dai suoi primi mesi di vita stimolandolo correttamente, giocando con lui, incoraggiandolo all’autonomia e all’esplorazione.

Con bambini molto piccoli possiamo proporre dei giochi morbidi, colorati, ricchi di sporgenze, così che possano afferrarli modificando e adattando la posizione delle proprie mani e stimolando la coordinazione oculo-manuale.

Quando il bambino cresce si possono proporre giochi ad incastro, lego, puzzle che vanno ad allenare le abilità fino-motorie, di coordinazione, costruttive e spaziali.

I bambini più grandi possono essere invece coinvolti in attività più interessanti come attività di impasto, attività come tagliare, incollare, infilare, allacciare, dare loro la possibilità di giocare con strumenti musicali giocattolo, fare insieme le bolle di sapone costruendo dei cerchi da soffiare etc.

Ci si può veramente sbizzarrire nel trovare quali attività proporre!

Pensiamo anche ad attività quotidiane come la pulizia della casa, il momento della preparazione del pasto e della tavola, o il momento della manutenzione del giardino, se vissute in modo giocoso, adattate alle competenze del proprio bambino e se condivise con i propri genitori, diventano tutte bellissime attività che possono fortemente stimolare l’autonomia e tutti quei prerequisiti all’apprendimento sopra citati.

Scrittura e neuropsicomotricità

La terapia neuropsicomotoria si inserisce nel discorso dell’apprendimento della scrittura quando nei primi anni di vita le difficoltà del bambino persistono e non migliorano nel tempo, nonostante sia presente un’adeguata stimolazione ludica.

In questi casi con la terapia neuropsicomotoria si può fare un lavoro specifico pensato proprio a quei prerequisiti dell’apprendimento che risultano deficitari, partendo quindi da una motricità globale che mano a mano si focalizzerà su gesti più controllati e fino-motori.

Il neuropsicomotricista ha quindi la possibilità di intervenire durante gli anni della scuola dell’infanzia, permettendo così un’osservazione, una valutazione e una presa in carico che consentano una stimolazione specifica precoce dei bambini che presentano queste difficoltà, dando così loro la possibilità di un recupero migliore e, dunque, di arrivare più preparati all’inizio della scuola primaria.

Potete trovarmi presso il Centro La Trottola.

Per maggiori informazioni scrivete una email a centrolatrottola@gmail.com o visitate la nostra pagina Facebook “La Trottola – Centro per l’Età Evolutiva”.

Dottor Marco Bonacina, Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva, Insegnante Certificato A.I.M.I.

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