malocclusione

Con il termine pedofagia si intendono i disturbi della deglutizione (disfagie) caratterizzanti l’età evolutiva. La deglutizione dei neonati e dei bambini è infatti diversa rispetto a quella degli adulti, proprio come accade per altri aspetti quali la deambulazione o il linguaggio.

Questo meccanismo è correlato a diversità anatomiche e fisiologiche, nei neonati ad esempio non è possibile introdurre cibo solido o semi solido fino ai 4-6 mesi di età e fino a 6 mesi sono privi di dentizione. Differenze queste che portano la funzione deglutitoria a svilupparsi nel corso degli anni fino a completamento intorno ai 6 anni.

A quest’età il meccanismo deglutitorio è consolidato, ed è possibile osservare due cambiamenti importanti.

Il primo è il passaggio alla deglutizione adulta con scomparsa della spinta linguale, il secondo è il perfezionamento dei movimenti dei muscoli masticatori. In questo periodo si sviluppano le abilità stereognosiche, ovvero la capacità di riconoscere con i soli sensi orali forme geometriche oppure oggetti. A livello masticatorio si associa una diminuzione del numero di atti masticatori necessari a deglutire il cibo, poiché il sistema diviene più efficiente.

Questo periodo è importante anche per un altro motivo, ossia che i bambini iniziano a perdere la dentizione decidua in favore di quella permanente. Da questo momento in poi è possibile evidenziare anomalie dell’occlusione dovute ad irregolarità di posizione dei denti e/o di forma delle arcate, che vengono definite con il nome di malocclusioni.

Negli ultimi anni queste problematiche sembrano essere in crescente aumento, verosimilmente in relazione a due aspetti quali: la modificazione delle abitudini alimentari ed il miglioramento delle condizioni sanitarie.

Quest’ultimo fattore ha portato un numero crescente di persone a rivolgersi a cure ortodontiche e logopediche, così da poter risolvere problematiche di irregolarità di posizione e/o forma delle arcate dentarie, soprattutto per motivi legati all’estetica.

L’ortodonzia consente infatti di ottenere significativi benefici che non si limitano all’allineamento dei denti, ma contribuiscono all’equilibrio a livello estetico di labbra e volto, al miglioramento dell’efficacia della funzione masticatoria, alla conservazione dei denti e dei tessuti di sostegno e a consolidare i risultati ottenuti.

L’obiettivo finale è quello di ottenere uno sviluppo armonico sia dal punto di vista anatomico che funzionale.

In che modo la figura del logopedista si inserisce all’interno di questo panorama?

La malocclusione contribuisce all’insorgenza e/o al persistere di disturbi articolatori e deglutitori a causa della complessità dei rapporti esistenti tra lo sviluppo dell’occlusione e gli aspetti motori di deglutizione e articolazione. Vi è infatti una frequente associazione tra modificazioni della deglutizione e malocclusione, caratterizzate generalmente da morso aperto anteriore o laterale.

Per morso aperto si intende una malocclusione contraddistinta dalla presenza di spazi ben visibili dovuti al mancato contatto fra elementi dell’arcata superiore ed elementi dell’arcata inferiore. Spesso questa conformazione è correlata ad un’anomalia della spinta linguale o all’assenza del sigillo labiale anteriore (labbra aperte anche in posizione di risposo).

I punti cardine della deglutizione adulta sono:

  • Arcate dentarie in occlusione (deglutizione a bocca chiusa)
  • Mandibola stabile;
  • Punta della lingua posizionata indietro rispetto agli incisivi superiori e pressata contro il palato;
  • Contrazioni minime o nulle delle labbra.

Quando una delle caratteristiche sopra illustrate viene meno, o è alterata, si parla di “deglutizione deviante” o “atipica”. Spesso i bambini che manifestano questa problematica presentano quella che viene definita come respirazione orale associata, ovvero respirano utilizzando prevalentemente o esclusivamente la bocca, e non il naso.

Ciò spesso comporta malattie naso-respiratorie (come raffreddore o mal di gola), in quanto l’aria immessa dalla bocca non è filtrata e umidificata come avviene invece per quella inspirata dal naso.  

Ma non solo, spesso accade che una spinta linguale errata provochi uno spostamento dei denti che possono apparire storti e/o inclinati. Tale problematica non può essere risolta solo con l’ausilio di un apparecchio ortodontico, in quanto questa correzione non agisce sulla causa.

È possibile infatti che una volta terminato il trattamento e rimosso l’apparecchio, i denti subiscano un’ulteriore modifica e/o spostamento provocato dal permanere della spinta linguale errata.

Una delle cause più diffuse per tale anomalia è la presenza di abitudini viziate. Quali sono?

Succhiamento del dito, uso protratto di ciuccio o biberon, onicofagia, lapisfagia sono solo alcuni dei vizi orali che possono essere presenti, e che vanno assolutamente eliminati per una buona riuscita del trattamento. Tutti gli elementi citati provocano una modificazione dell’apparato stomatognatico che può alterare lo sviluppo anatomico e funzionale armonico del bambino.

Una terapia logopedica miofunzionale mirata e adattata per ogni bambino può portare alla correzione stabile, o sostanziale miglioramento, delle anomalie della deglutizione.

Così come risulta fondamentale il trattamento logopedico altrettanto importante, nei casi di malocclusioni clinicamente evidenti, risulta essere il trattamento ortodontico, utile a restituire alla bocca caratteristiche morfologiche appropriate, fondamentali per aumentare l’efficacia del trattamento riabilitativo logopedico delle funzioni deglutitorie, masticatorie e anche fonatorie.

In caso di morso aperto per esempio, è frequente osservare, oltre ad un problema deglutitorio, dislalie (quindi disturbo dell’articolazione dei fonemi, in questo caso ad esempio produzione di /s/ interdentale).

Quante sedute servono per risolvere un problema di deglutizione deviante?

Esistono ad oggi dei protocolli standardizzati per il trattamento miofunzionale, ma è utile ricordare e sottolineare come ogni bambino sia unico e irreplicabile,  motivo per cui possono reagire in modo diverso al trattamento.

È quindi difficile prestabile un numero definitivo di sedute a priori, ogni percorso è costruito ad hoc in relazione al quadro clinico del bambino stesso. Gli esercizi riabilitativi possono per esempio essere modificati in modo da risultare maggiormente accattivanti per i bambini, che quindi mostrano una migliore aderenza al trattamento, elemento fondamentale per il successo terapeutico.

Se il tuo bambino presenta una o più delle caratteristiche analizzate all’interno di questo articolo, non esitare a contattare uno specialista, tramite una semplice visita è possibile identificare una problematica di deglutizione deviante e quindi iniziare il percorso riabilitativo migliore!

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