In questi ultimi mesi abbiamo tutti avuto il presentimento di aver vissuto come all’interno di una bolla. Al di fuori delle “normali” regole dello spazio e del tempo nessuno si è sentito escluso dalla particolare sensazione di strettezza e, finalmente, dopo 14 settimane di chiusura forzata siamo entrati nel vivo di quel fantomatico e preoccupante “post quarantena”.

Un “dopo quarantena” che ha coinciso con l’inizio del periodo estivo, un’estate che non sarà come le altre: un’estate particolarmente italiana!

Sì perché quanto accaduto è un evento così significativo che sarà in grado di segnare nel corso della nostra storia un “prima” e un “dopo”, ma non dovremo aspettare che i nostri figli o nipoti lo studino sui libri di scuola, gli effetti li stiamo già vedendo con i nostri occhi in queste prime settimane di ripartenza.

Genitori e bambini durante il lockdown

Quante volte all’interno delle lunghe giornate di quarantena familiare ci ha travolto una forte preoccupazione per i bambini?
Quasi nessuno parla di loro e, purtroppo, ancora non si è trovata una risposta accettabile in questo periodo “post lockdown”.

Una mamma durante il periodo di quarantena mi ha scritto questo messaggio parlando dei suoi due bambini, entrambi in età prescolare: “Al di là delle mie fatiche che faccio con tutto l’amore possibile, si stanno davvero perdendo tanto e io non posso certo compensare quello che gli può dare il loro mondo.. .speriamo trovino qualche idea.

Un’altra mamma invece mi raccontava che si sentiva spesso con i genitori o con gli amici in videochiamata, e la sua bambina di quasi 2 anni voleva sempre partecipare attivamente a questi momenti, quando poi nello schermo compariva la zia, la sua preferita, voleva prendere in mano il telefono finendo poi per piangere nel momento successivo in cui le veniva tolto (usato per pochissimi minuti insieme alla mamma).

Questa mamma mi chiedeva se sbagliava a lasciare il telefono in mano alla sua bambina anche solo per pochi minuti e cosa poteva fare anche a fronte della crisi di pianto della piccola, e concludeva scrivendomi: “[…] comunque è molto bello osservarla in questi giorni, mi spiace tantissimo che non abbia la possibilità di giocare con altri bimbi…

Le 14 settimane di quarantena hanno avuto degli effetti significativi sia sui bambini che sui genitori che hanno vissuto molte preoccupazioni. Dalla mancanza di contatto sociale dei bambini con i loro coetanei; il prolungato contatto con la tecnologia casalinga veicolo di relazioni, informazioni e svago e indispensabile per il lavoro degli adulti; la mancanza di uno spazio adeguato affinché potessero giocare in sicurezza e tranquillità e la difficoltà di vivere delle relazioni sane e fisiche, soprattutto tra bambini coetanei, dovute alle costanti e numerose attenzioni  alle norme di tutela e distanziamento sociale.

Preoccupazioni per questo “dopo” che è arrivato, ma continua ad essere ancora così confuso e incerto. Durante questa estate che è iniziata la responsabilità di noi adulti, di noi genitori, nei confronti dei nostri bambini sarà ancora più grande, a fronte dell’importante deprivazione che i bambini hanno vissuto durante il lockdown.

Il ruolo di noi professionisti

Cosa possiamo fare e che responsabilità abbiamo quindi nel nostro piccolo noi liberi professionisti che lavoriamo con i bambini e con la maggior parte delle realtà sociali che li vedono coinvolti?

Non dobbiamo assolutamente dimenticarci di voi genitori, anzi, ci è richiesto di valorizzare ancora di più la vostra presenza in questo periodo! Possiamo continuare a darvi indicazioni, consigli, idee e spunti per aiutare proprio voi mamme e papà, che quotidianamente siete non solo genitori, ma anche amici, eroi, esempi e compagni di avventure e disavventure per e con i vostri bambini.

Con l’articolo di oggi quindi non voglio tenervi troppo tempo a leggere bloccati davanti ad uno schermo quando attorno a voi i vostri bambini giocano a fare i pirati, o rubandovi del prezioso tempo personale mentre state cucinando, pulendo o mentre state per andare a dormire.

A fronte anche di questa estate così particolare che sta iniziando, voglio provare a darvi qualche spunto, quelli che ritengo più interessanti, che potrete poi ritrovare continuamente aggiornati insieme a tanti altri nelle nostre pagine Social.

Routine strutturate per organizzare la giornata

Per quanto riguarda i nostri bambini cerchiamo di aiutarli, ed aiutarci, costruendo delle routine strutturate che diano un’organizzazione e un orientamento temporale alla giornata: ricordate che la mattina è il momento della novità, della creatività, dell’esplorazione e dell’autonomia; il pomeriggio è il momento del gioco più fisico, di movimento per chi ha gli spazi e la possibilità di proporli; la sera invece è il momento dedicato alle coccole, alla lettura e, perché no, ogni tanto anche per vedere un bel cartone animato insieme.

Mamme e papà tenete a mente l’importanza del responsabilizzare i vostri bambini e del lasciare loro degli spazi di autonomia, ma allo stesso tempo anche che il diritto alla noia è uno dei diritti fondamentali dei bambini, e che la noia e il gioco autonomo sono importanti tanto quanto i momenti programmati e i giochi strutturati.

Inoltre, ricordiamoci di non escludere i nostri bambini da quello che continua ad accadere al di fuori e dentro la vostra casa, parliamo con loro, spieghiamo loro la situazione per come ci è possibile, e parliamo spesso anche di noi, di come stiamo, delle nostre emozioni positive e negative.

Viviamo e sperimentiamo il sole, il caldo, l’acqua, il mare, la montagna, le camminate e le biciclettate, ma in questa estate, così regolamentata dalle norme di distanziamento sociale, non dimentichiamoci della tecnologia. Potrà magari sembrarvi strano, ma mai come in questo periodo abbiamo la possibilità di educare i nostri figli a un uso adeguato e intelligente della tecnologia, in modo particolare nella fascia 0-6 anni!

Sono state numerose le preoccupazioni e le domande che voi genitori vi siete posti e ci avete mandato, a tal proposito mi sembra importante quindi ricordarvi quanto segue.

Mamme e papà ricordatevi che i bambini più sono piccoli e più imparano osservando tutto quello che sta loro intorno, il pensiero più sbagliato che possiamo prendere come nostro punto di partenza è “tanto è troppo piccolo per capire”.

È vero che i primi due anni il bambino non capisce in stretto senso cognitivo, ma è anche vero che è in grado di apprendere perché osserva, ascolta, percepisce con tutto il suo corpo e i suoi sensi quello che accade intorno a lui. Risulta quindi fondamentale l’esempio che voi date ogni giorno nel modo in cui voi utilizzate gli strumenti tecnologici, diventa quindi preziosissima la vostra attiva partecipazione educativa all’esperienza digitale dei vostri figli.

A tal proposito come indicazioni più generali vi rimandiamo alle indicazioni che La Società Italiana di Pediatria ha pubblicato in un documento ufficiale sull’utilizzo dei media devices nei bambini da 0 a 8 anni, lo potete trovare comodamente cliccando qui.

E per lasciarvi con un po’ di curiosità ho pubblicato un video sulla nostra pagina Facebook in cui ho parlato di bambini e tecnologia in quarantena. Alla fine di questo video troverete il suggerimento di uno strumento concreto molto interessante per voi genitori, su come poter scegliere applicazioni di qualità da poter usare insieme ai vostri bambini.

Non mi rimane altro che augurarvi di vivere una bella estate insieme ai vostri bambini! Per ulteriori domande e curiosità o avete bisogno di maggiori informazioni, potete scrivere un’email all’indirizzo centrolatrottola@gmail.com o visitare la nostra pagina Facebook “La Trottola – Centro per l’Età Evolutiva”.

Dottor Marco Bonacina, Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva, Insegnante Certificato A.I.M.I.

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