REFLUSSO GASTROESOFAGEO NEI NEONATI: COME INTERVIENE L’OSTEOPATIA

REFLUSSO GASTROESOFAGEO

Il reflusso gastroesofageo viene definito come il transito retrogrado del cibo. Il transito parte dallo stomaco e passa per l’esofago provocando un rigurgito o addirittura un vomito a getto del latte.

Spesso può essere associato anche a dolore retrosternale che il piccolo manifesta con il pianto.
Il reflusso nei neonati è spesso frequente e anche fisiologico per immaturità del cardias, valvola che separa l’esofago dallo stomaco che ha il compito di chiudersi e aprirsi al passaggio del cibo.

Ma quando parliamo di malattia di reflusso?

Si parla di malattia quando il reflusso è molto importante e condiziona la vita e la crescita del bambino. Viene identificato dal pediatra che verifica la poca crescita, la presenza o meno di disturbi respiratori cronici, esofagite, ematemesi, apnee.

E’ quindi sempre molto importante prima recarsi dal pediatra, in modo che verifichi l’importanza del reflusso e come questa sta influenzando la crescita del neonato. Dopo di che può intervenire il professionista.

Ricordiamoci che soffocamento, tosse durante le poppate, eccessiva irritabilità del neonato saranno invece indicativi di una attenzione ulteriore da avere.

Quando interviene l’osteopata e di che trattamento si tratta. Dopo che il pediatra ha escluso tutte le eventuali patologie e che il bambino cresce regolarmente, può intervenire l’osteopata per migliorare la sintomatologia.

Il trattamento manipolativo è una pratica molto dolce, non è dolorosa per il bambino. L’osteopata in prima visita si occupa di indagare com’è andato il parto, se il travaglio è avvenuto in maniera molto veloce o invece è stato molto lungo e se ci sono state delle complicazioni durante la
fase espulsiva.

Questo è utile per capire quanto è stato incanalato il bambino e valutare se ci potrebbe essere una compressione a livello occipitale con irritazione del nervo vago, nero che innerva il tratto digerente.

Il trattamento si concentrerà sulla valutazione di tutte quelle strutture viscerali, muscolo scheletriche e nervose che possono interferire sulla corretta funzionalità gastrica e intestinale.

Il professionista valuterà: l’osso sacro (legato al sistema nervoso parasimpatico sacrale), il cranio, nello specifico l’osso occipitale per il passaggio del nervo vago, l’intestino, il diaframma, i segmenti vertebrali di innervazione dello stomaco ed esofago e poi valuterà la mobilità dello stomaco e del piloro che spesso si ritrovano in restrizione.

Grazie a una valutazione attenta e completa il trattamento potrà essere efficace per migliorare fino ad eliminare il reflusso.

La vostra osteopata
Ilaria Fusari

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